Gran Paradiso (4061mt) 26-27-Luglio

Gran Paradiso (4061mt)

26-27-Luglio

Descrizione:

Il Gran Paradiso è l’unica cima che supera i 4.000 metri di altezza che si trova completamente in territorio italiano. L’altezza e l’isolamento rispetto alle montagne circostanti lo rendono ben riconoscibile anche da lontano, sebbene abbia un aspetto alquanto diverso visto dai vari versanti: a nord-nordovest precipita il lungo e bianco lenzuolo di neve e ghiaccio della parete nord, su cui corre diritta per 600 m una delle più classiche salite di ghiaccio delle Alpi; sul versante di Cogne precipita con pareti di roccia e ghiaccio sul grande ghiacciaio della Tribolazione; a sud presenta una elevata bastionata rocciosa che fa da muro di contenimento del ghiacciaio su cui, da ovest, sale la via normale. Caratteristica della cima è il torrione di rocce a strati orizzontali, posizionati l’uno sopra all’altro come dei libri, sormontato da una bianca Madonnina. Il passaggio più impegnativo della salita al Gran Paradiso è proprio il raggiungimento della statuetta di vetta! Per altro la vera sommità è di pochissimo più alta ed è spostata verso nord. La vicinanza delle altre tre belle cime della Tresenta, Ciarforon e Becca di Montciair permette di trascorrere un bel fine settimana alpinistico completando un quartetto di vette di tutto rispetto. L’eascursione prevede 2 itinerari, uno di salita alla cima il secondo di escursionismo ai rifugi.

Escursione Gran Paradiso

Itinerario 1: Val Savarenche–Rifugio Vittorio Emanuele(pernottamento)-Cima Gran Paradiso

Itinerario 2 : Val Savarenche – rifugio Vittorio Emanuele(pernottamento) – rifugio Chabod

1° giorno in comune ai due gruppi.
Dall’affollato parcheggio di Pont Valsavaranche 1.960 m, si segue la strada forestale che attraversa il ponte sul torrente Savare e si inoltra nella valle. Poco più avanti si imbocca sulla sinistra il sentiero per il rifugio Vittorio Emanuele che con numerosi tornanti si inerpica nel ripido bosco. Più in alto si esce dal bosco e si percorrono in direzione Est gli ampi dossi morenici oltre i quali si apre la vista sulle pareti Nord del Ciarforon 3642 m e della Becca di Monciair 3544 m.
In breve si raggiunge il rifugio Vittorio Emanuele, posto a 2775 m di quota, dove si pernotta

2° giorno (1° gruppo)
Il secondo giorno si parte presto al mattino e alla luce delle pile frontali si sale in direzione Nord Est. Il percorso si snoda tra grandi massi che si superano seguendo gli omini di pietre e la traccia di sentiero. Più in alto un canale che raccoglie l’acqua del ghiacciaio permette di raggiungere la base dello stesso dove si calzano i ramponi e ci si lega in cordata. Il primo ripido pendio permette di accedere alla parte alta della salita, caratterizzata da ampi dossi nevosi più o meno impegnativi a seconda della quantità di neve presente.
Normalmente il percorso è ben tracciato e non pone grosse difficoltà fino a quando si devia a sinistra (Nord-Est), per superare la “schiena d’asino”, la dorsale crepacciata che separa il ghiacciaio del Gran Paradiso da quello di Laveciau. Si tratta di uno dei punti più impegnativi della salita, soprattutto quando è poco innevato e si procede su ghiaccio vivo.
Si percorre poi un ampio semicerchio verso sinistra, puntando inizialmente verso Est, in direzione della Becca di Moncorvè, per traversare a lungo verso sinistra (Nord) nella parte alta del circo glaciale.
La cima è ormai in vista, ma per raggiungerla dalla ventosa forcella di cresta occorre salire la breve cresta rocciosa terminale. Questa è piuttosto stretta e nei giorni più affollati non è facile l’incrocio tra le cordate che salgono e scendono contemporaneamente lungo il passaggio. Dalla piccola vetta il panorama è però senz’altro ripagante di ogni sforzo.

DISCESA
Si segue a ritroso l’itinerario percorso in salita.

2° giorno (2° gruppo)Itinerario dal Rif. Vittorio Emanuele al Rif. Chabod

Lasciato il rifugio Vittorio Emanuele II si prende il sentiero che torna in valle a Pont, 100m più in basso del Rifugio si stacca un sentiero sulla destra (1A) verso un leggero declivo erboso attraversato da un torrente dove spesso pascolano e si abbeverano gli stambecchi. Si continua in leggera discesa attraverso prati e pietraie per circa 1h30′ fino a raggiungere un piccolo pianoro che domina tutta la Valsavarenche. Dal rifugio Vittorio Emanuele II abbiamo percorso circa 200m di quota. Da qui ripartiamo in leggera salita fino a raggiungere il Rifugio Chabod in circa 1h00′. Ritorno al parcheggio di A. Pravieux 2h30’ dove si reincontrano i 2 gruppi


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Programma:

Partenza ore 6.00 sabato sede CAI Pieve di Soligo

Ritorno ore 21.00 domenica

Mezzi trasporto: Pullman

Partenza da Pont: 1956 m
Arrivo Rif. Vitt. Emanuele: 2735 m, pernottamento
dislivello in salita: 780 m circa (primo giorno)
tempo 2h15 (primo giorno)

Cima Gran Paradiso

Equipaggiamento: Imbragatura,corda,cordini,ramponi,piccozza,casco

Difficoltà: F+
partenza: 2735 m
arrivo: 4061 m
dislivello in salita: 1330 m circa (secondo giorno)
andata: 6h00 (secondo giorno)
ritorno: 4h00 (al Rifugio)
ritorno: 1h30 (alla macchina)

Escursione Rif. Chabot

Equipaggiamento: Normale da escursionismo(scarponi)
Difficoltà: E(escursionisti)
partenza: 2735 m
arrivo: 2710 m
dislivello: 25mt (secondo giorno)
andata: 2h30’
ritorno al parcheggio di Pravieux: 2h30’

Cartografia : KOMPASS N°86

Capogita: Andreola Michele 3420837468

Ermes Marin 3491404050

Presentazione e iscrizione Mercoledì precedente gita in sede CAI Mercoledì sede CAI

Ermes Marin 3491404050

presentazione gita 16 luglio 2014 ore 21.00 sede CAI”Sezione Velio Soldan” di Pieve di Soligo Via G. Battistella

 

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